venerdì 17 novembre 2017

Scrub per il corpo alla lavanda (fai-da-te)

E' un periodo di grande fermento nella mia vita. Ci sono novità in arrivo, l'inizio di progetti stimolanti, altri corsi, una piccola crescita professionale e tanta soddisfazione di poter seriamente iniziare a lavorare "sul mio". Ho messo un po' di idee per iscritto e se riesco a metterne in pratica almeno la metà entro fine anno, posso reputarmi una wonder woman! I tempi sono stretti e le cose da fare si accumulano giorno dopo giorno ma ci sto mettendo tutta la mia buona volontà e di certo l'entusiasmo non manca!
Devo resistere fino a Natale e poi mi dedicherò una meritata pausa.
Intanto mi avvantaggio sui regali di Natali, sperimentando piccole alchimie di profumi e olii essenziali. 


Ingredienti a barattolo:

250 g di sale grosso marino
150 g di sale fino marino
3 cucchiai di olio e.v.o.
2 cucchiai di olio di mandorle dolci bio
2 cucchiaini di calici di lavanda essiccati bio
5 gocce di essenza di lavanda
Granella di zucchero colorata (facoltativo)

In una capiente ciotola mescolare i due sali con i calici di lavanda e la granella di zucchero. Unire l'olio d'oliva e quello di mandorle e mescolare accuratamente in modo che tutto risulti umido. Completare con le gocce di essenza.
Trasferire nel barattolo di vetro a chiusura ermetica e lasciar riposare per 1 mese.


Modalità d'uso:
Inumidire la pelle del corpo con acqua tiepida. Prelevare un cucchiaio di scrub e massaggiare con movimenti rotatori dal basso verso l'alto.
Sciacquare accuratamente con acqua tiepida.
Utilizzare una volta a settimana per avere una pelle liscia, setosa e perfetta.


Sapevate che il profumo di lavanda ha proprietà calmanti, rilassanti e conciliano il sonno? 
Quindi dopo un bel bagno caldo, la dormita è assicurata!

mercoledì 15 novembre 2017

Cracker ai cereali con lievito madre

Qualche mattina fa, mentre ero fuori per le infinite commissioni per la nonna, ecco che il mio stomaco inizia a brontolare prepotentemente. Colpa della colazione frettolosa e del freddo appena arrivato che mi apre lo stomaco come una voragine  o delle troppe ore ormai trascorse dalla stessa, mi convinco ad entrare in un rinomato panificio del mio paese per concedermi un piccolo sgarro alla regola. In mente avevo un bel pezzo di focaccia, di quella scrocchiarella che vedo sempre dalla vetrina ma entrando mi sono lasciata ammaliare dalle ceste in bella vista. Pani di ogni forma, con ingredienti dai più variegati tra cereali, integrali, semole e semi...una gioia per gli occhi e per l'olfatto! L'indecisione mi ha attanagliata e quella scelta che mi era ben chiara in mente, in un istante si è messa in dubbio...almeno fino a che il mio sguardo non è caduto su una piccola cesta con dei crackers ai cereali. Sono uscita tutta soddisfatta con 5 pezzi in un cartoccio (..alla "modica" cifra di €1,50..) che hanno messo a tacere la mia fame e la mia gola.
Potete immaginare che da lì ad idearne una mia versione casalinga, sia stato un passo breve ed infatti oggi mi sono levata la voglia e la soddisfazione di sfornarne una bella scorta da portare sempre con me per i momenti "più critici"! 


Ingredienti x2 teglie:

400 g di semola integrale Senatore Cappelli*
150 g di lievito madre attivo**
200 g di acqua
30 g di semi misti (lino, sesamo, girasole)
20 g di olio e.v.o.
6 g di sale integrale

*Macinata a pietra.
**Rinfrescato e al raddoppio.

Ho effettuato l'impasto nella planetaria ma si otterranno ottimi risultati anche lavorando a mano o in un capiente mixer.

Sciogliere il lievito nell'acqua. Aggiungere la farina miscelata ai semi e iniziare ad impastare a bassa velocità. Appena inizia ad assorbirsi il liquido, unire a filo l'olio e appena si incorda incorporare il sale.
Rovesciare sul piano di lavoro e impastare brevemente. Dare la forma di una palla e adagiarla in una ciotola sigillandola con pellicola trasparente. Far lievitare al caldo per 2 ore.
Stendere poco impasto per volta con la macchinetta per la pasta allo spessore n.1. Tagliare i crackers e bucherellare la superficie con i lembi di una forchetta.
Adagiare su teglie rivestite di carta da forno e cuocere in forno statico preriscaldato a 250°C per 15-20 minuti (o fino a doratura) avendo cura di invertire le teglie a metà cottura.
Valutare tempi e temperature in base al proprio forno.  
Sfornare e far raffreddare completamente su una gratella.


Si conservano a lungo in un barattolo di vetro ermetico o di latta.


Ottimi da tenere in borsa e sgranocchiare come spezzafame o come base per gustose salse da aperitivo. Perfetti anche da consumare al posto del pane.


40 g corrispondono ad una porzione a persona per uno spuntino sano e gustoso.

lunedì 13 novembre 2017

Torta rovesciata di pere e cacao (gluten & sugar free)

Ho sempre avuto un debole per l'abbinamento pere e cioccolato. Una delle primissime torte che ho fatto nella mia nuova cucina di post-adolescente-indipendente è stata proprio a base di questi ingredienti. Ricordo che trovai la ricetta su dei fascicoli che uscivano settimanalmente in edicola e che la mia collega di lavoro collezionava. Ogni tanto me li faceva vedere e se c'era qualcosa che mi stuzzicava, facevo le fotocopie. Pensare che ce l'ho ancora e le conservo gelosamente proprio in ricordo dei miei primi passi nel fantastico mondo del food!
Oggi ho voluto reinterpretare proprio quella "torta degli esordi" con qualche piccolo accorgimento a favore della salute. Niente zucchero raffinato, niente uova o burro ma solo pochissimo miele e acqua di cocco...in compenso è ricca di frutta di stagione e buon cioccolato fondente. L'ho anche sglutinata proprio pensando alla mia amica Leti e al suo divertente contest...


Ingredienti x1 tortiera da ø20cm:

130 g di farina di riso italiano
50 g di cacao amaro in polvere*
200 g di acqua di cocco**
40 g di miele bio
6 g di baking powder*
3-4 pere kaiser bio o a pasta soda
Cioccolato fondente al 50% minimo* q.b.

*Certificati gluten free.
**Ricavata direttamente dalla noce di cocco. In alternativa utilizzare una bevanda vegetale senza zucchero (riso, soia, mandorla, cocco).

In una ciotola setacciare la farina di riso con il cacao e il baking. A parte sciogliere il miele nell'acqua di cocco e unire alle polveri. Lavorare energicamente con una frusta fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
A parte lavare le pere ed eliminare il picciolo e il torsolo interno. Tagliare a fette sottili per la lunghezza e adagiare a raggiera nella tortiera rivestita di carta da forno bagnata e strizzata. 



Versare sopra l'impasto e livellare la superficie.
Cuocere in forno statico preriscaldato a 180°C per 30-40 minuti. fare la prova stecchino prima di sfornare.
Far raffreddare su una gratella e appena possibile estrarre dallo stampo e adagiare capovolta su un piatto di portata.


Sciogliere a bagnomaria il cioccolato e decorarci a fantasia la superficie della torta.


Servita per colazione e merenda è ottima per fare il pieno di energia senza eccedere in zuccheri.
Se si è abituati a sapori molto dolci, consiglio di aumentare la dose di miele fino ad un massimo di 60g.


E' importante scegliere pere a pasta soda per garantire la buona decorazione finale della torta.


Con questa ricetta partecipo al contest
organizzato da Senza è buono e Shake Your Free Life

venerdì 10 novembre 2017

Vellutata di patate gourmet con bottarga, radicchio e pinoli tostati

Spesso per creare un buon piatto, non serve avere il frigo pieno e la dispensa stracolma. Con 2 o 3 ingredienti di qualità si possono spedire le papille gustative su Marte! Mi è capitato più volte di constatare che i piatti migliori nascono proprio quando le risorse scarseggiano e bisogna mettere in moto la fantasia. 
Esattamente quello che è capitato a me pochi giorni fa...
Avevo il marito affamato, il frigo vuoto e un tempo limitato per preparare e consumare il pasto. Nel cassetto delle verdure ho scovato un paio di patate che mi aveva portato lo zio dall'orto e un pezzo di porro. A qual punto mi sono già rilassata pensando di risolvere con una vellutata, easy easy. Poi ho alzato lo sguardo e mi sono rivista quel pezzetto di bottarga di tonno rosso che avevamo acquistato in Sicilia per poi dimenticarsene dopo l'entusiasmo iniziale. Da lì all'ispirazione per un piatto gourmet, è stato un lampo. Un paio di pinoli tostati e qualche foglia croccante di radicchio rosso hanno completato l'opera!  
Un'idea perfetta per una cena calda, ricca di gusto e calore, un vero scudo antifreddo che finisce dritto dritto nel nuovo appuntamento con la rubrica Al km 0


Ingredienti x2 porzioni:

2 patate grandi bio
1 cuore di porro
Brodo vegetale q.b.*
1 cucchiaio di maizena
Bottarga di tonno q.b.
Radicchio lungo fresco q.b.
1 cucchiaio di pinoli

*Se non si dispone di un buon brodo granulare fatto in casa, procedere in questo modo. Mettere a bollire 1 litro di acqua con 1 carota, 1 costa di sedano, 1 scalogno, 1 mazzetto di gambi di prezzemolo e 1 cucchiaino di sale grosso. Dopo 30 minuti, filtrare e usare per cuocere la vellutata.

Pelare le patate e ridurle a dadini. Tagliare a rondelle il porro e raccogliere tutto in una capiente pentola. Coprire a filo con brodo vegetale e far cuocere a fiamma media per 20 minuti. Se necessario aggiungere un paio di mestoli di brodo.
Togliere dal fuoco e unire 1 cucchiaino raso di bottarga grattugiata al momento e 1 cucchiaio di maizena. Frullare finemente con il frullatore ad immersione e rimettere sul fuoco per qualche istante per farla addensare.
Intanto tostare i pinoli in un padellino antiaderente. Lavare qualche foglia di radicchio e ridurre a listarelle.
Versare la vellutata ben calda nei piatti di portata e completare con una manciata di radicchio, una spolverata di bottarga grattugiata al momento e i pinoli tostati.
Servire subito. 


Una vellutata ricca di grinta e carattere che vi farà innamorare dalla prima cucchiaiata!


Ecco le nostre idee per combattere il freddo:
Merenda Torta di pane di Carla
Cena Vellutata di patate gourmet con bottarga, radicchio e pinoli tostati

mercoledì 8 novembre 2017

Pagnotta integrale con prefermento (lievitazione in cestino)

Mio marito ha la memoria di un pesce rosso ma tendenzialmente il problema è che non ascolta. Ogni volta che gli parlo ho l'impressione che la sua mente stia giocando a ping pong con un amico immaginario o che si trovi in un altro sistema solare. Spesso quello che dico come entra in un orecchio, dall'altro esce senza lasciare traccia; altre volte mi stupisce come non mai e mi fa ricredere di essere troppo severa nel giudicarlo.
Chissà quante volte gli ho raccontato di impasti, farine, lievitazioni, prefermenti, rinfreschi senza nemmeno preoccuparmi se la cosa potesse essere di suo interesse. La soddisfazione lui me la da al momento dell'assaggio. Lo capisco subito da come mastica se una cosa gli piace o meno e spesso mi riempie di complimenti.
Questa premessa per spiegarvi il mio stupore quando mi sono vista recapitare a casa un paio di cestini da lievitazione, uno rotondo grande e uno più piccolo ovale. Ero talmente su di giri che non ho potuto aspettare dal metterli alla prova, era una vita che li desideravo!
Non vi sto a spiegare le coccole che si è beccato il maritino al rientro dal lavoro, tanto da generare invidia anche nei confronti della piccola Amelia!


Ingredienti:

prefermento
120 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
120 g di acqua naturale a t.a.
80 g di lievito madre attivo*

impasto
200 g di farina integrale Verna macinata a pietra
100 g di acqua naturale a t.a.
1 cucchiaino di malto d'orzo bio
1 cucchiaino di sale fino marino

Semi misti per la decorazione (lino, sesamo, girasole)

*Rinfrescato e al raddoppio.

Sciogliere il lievito madre con l'acqua in una capiente ciotola. Unire la farine e impastare energicamente con una forchetta fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Coprire con pellicola e trasferire in frigorifero per 24 ore.
Versare il prefermento nella planetaria e unire il resto degli ingredienti tranne il sale. Lavorare con il gancio ad uncino fino ad incordatura, quindi incorporare il sale.
Far riposare per 15 minuti. Poi rovesciare sul piano di lavoro e praticare una serie di pieghe a libro. Spolverare il piano di lavoro di semi e rotolarci l'impasto dando una forma ovalizzante.
Spolverare abbondantemente il cestino da lievitazione con farina integrale e adagiarci l'impasto. Sigillare con pellicola trasparente e trasferire in un luogo caldo lontano da spifferi.
Far raddoppiare di volume (io ho impiegato circa 5 ore).
Preriscaldare la pietra refrattaria a 250°C per 30 minuti. Rovesciare il pane sulla pala o una teglia rivestita di carta da forno e incidere la superficie. Far scivolare sulla pietra e cuocere per 20 minuti. Poi abbassare la temperatura a 220°C e proseguire per altri 15 minuti. Battere il pane sul fondo e se suona a vuoto, sfornare. In caso contrario proseguire per altri 10-15 minuti a 180°C.
Valutare sempre le temperature e i tempi di cottura in base al proprio forno.
Far completamente raffreddare su una gratella.


Una volta freddo tagliare a fette.


Si conserva intero in un sacchetto di carta lontano da fonti di umidità, oppure le fette possono essere congelate e scaldate al momento del bisogno.


Un pane piacevolmente aromatico, pieno e leggero che vi accompagnerà dalla colazione alla cena. 


Dono questa ricetta alla raccolta:

lunedì 6 novembre 2017

Gelato alla zucca e vaniglia

Il mio tempismo in cucina è davvero fuori ogni regola, e ormai i più fedeli se ne saranno resi conto! Avete gustato il primo panettone della stagione quando ancora faceva un caldo bestiale e, confesso, di aver impastato in pareo; oppure avete trovato ad attendervi zuppe coccolose a Ferragosto e fresche insalate a Natale. Non vi stupirete, quindi, se oggi vi offro un gelato, giusto?!
Era dall'anno scorso che l'idea di questo gusto mi balenava nella testa ma il freddo, arrivato così repentino, mi aveva impedito di sperimentare in merito. Questi giorni ancora caldi, invece, hanno riacceso la scintilla della curiosità e non ho potuto esitare nel seguirla.
Ho studiato una miscela che non prevedessi uova o grassi, perchè desideravo che il sapore della zucca risultasse protagonista, scegliendo di addolcirlo semplicemnete con il morbido gusto del miele e della bacca di vaniglia. L'assaggio finale ha superato ogni aspettativa...consistenza perfetta, stabile e cremosa, colore vivace e gusto avvolgente! Sono davvero felice di potervelo mostrare in occasione del nuovo appuntamento con la rubrica #seguilestagioni che proprio questo mese ha scelto il mio ortaggio preferito come argomento principe.
Ma bando alle ciance, sguainate i cucchiaini e buona degustazione!  




Ingredienti x circa 1l di gelato/6 porzioni:

600 g di polpa di zucca (peso al netto degli scarti)
500 ml di latte scremato
80 g di miele di acacia bio
40 g di maizena
1/2 bacca di vaniglia

Ridurre la polpa a dadini piccoli e regolari. Trasferire in una pentola, versare il latte, il miele e unire la bacca incisa per la lunghezza. Portare a bollore e cuocere per 20 minuti.
Togliere dal fuoco ed eliminare la bacca. Frullare finemente con il frullatore ad immersione, aggiungere la maizena e mescolare energicamente con una frusta per evitare la formazione di grumi. Rimettere sul fuoco a fiamma dolce e cuocere fino a far addensare. La consistenza deve essere tale da velare il cucchiaio.
Versare in una ciotola e coprire con pellicola a contatto. Trasferire in frigorifero fino a completo raffreddamento (l'ideale è preparare la miscela la sera prima e lasciar raffreddare in frigorifero tutta la notte).
Versare la miscela nella gelatiera e mantecare per 20 minuti o fino a raggiungere la consistenza giusta per essere porzionata con il cucchiaio da gelato.
Servire subito.


Come tutti i gelati fatti in casa, sono perfetti fatti al momento. 
Se comunque ne avanza, versare il gelato in stampi da sorbetti e trasferire in freezer. Dopo una notte avrete dei golosi gelati su stecco per allietare la merenda di grandi e piccini! Si conservano in freezer fino a 2 mesi.


Un gelato cremoso, corposo e aromatico che ha conquistato il palato di tutta la famiglia..anche dei più scettici!


Io ho scelto l'aroma della vaniglia ma potrete sbizzarrirvi con altre spezie come cannella, anice stellato o quello che la vostra fantasia suggerisce!

Con me in quest'appuntamento:
Lisa Verrastro - risotto con zucca e salsiccia
Alisa Secchi - zucchette bianche di stoffa
Enrica Coccola - gnocchi di zucca
Beatrice Rossi - pumpkin pie
Miria Onesta - confettura di zucca speziata
Simona Milani - torta salata zucca e finferli
Maria Martino - olio di semi di zucca
Anna Marangella - focaccine di zucca aromatizzate al miele e timo
Susy May - bucatini con zucca e cipolle


Siamo su facebook con la nostra pagina #seguilestagioni e su Pinterest e Instagram seguendo #seguilestagioni

venerdì 3 novembre 2017

Cauliflower pizza con crema di zucca e datterini (low carbs)

Almeno una volta ogni 6 mesi mi tocca il compito ingrato della sbrinatura del freezer, uno dei pochi lavori di casa che detesto! Ho aspettato di aver consumato quasi tutto e mi sono trattenuta dall'acquistare altri surgelati...nonostante le offerte del supermercato remassero contro le mie buone intenzioni!
Un pomeriggio di pochi giorni fa ho trovato il coraggio necessario ad affrontare l'impresa. Mi sono munita di una grande borsa frigo e..1, 2, 3, via!
Ho raschiato 2 baie di ghiaccio, tanto che avrei potuto ricoprire tutto il camposcuola  delle piste sciistiche dell'Abetone! Mi sono ricordata di quanta capienza avesse realmente il mio freezer e di quanto più spesso dovrei ripetere l'operazione!
Dopo aver accuratamente disinfettato tutto, ho ricominciato a mettere dentro i surgelati. Ho riscoperto dei veri reperti archeologici che saranno protagonisti delle prossime ricette...oggi, invece, mi concentrerò sugli albumi.
Come ben sapete, per alcuni lievitati utilizzo solo i tuorli e gli albumi li schiaffo in freezer in attesa di ispirazione...proprio quella che ho trovato oggi!


Avevo già provato la pizza di cavolfiore ma ho voluto rifarla con foto più belle, una farcia più golosa e una consapevolezza di me stessa diversa.
Una volta i carboidrati erano il mio nemico numero uno, quello da combattere con tutte le proprie forze. Ho preso le distanze per così tanto tempo da non capire quanto fossero fondamenti nella mia alimentazione. Fortunatamente ho aperto gli occhi, ho studiato sulla mia pelle quanti benefici ha portato il loro reinserimento nella dieta. Ne è conseguito un ritrovato equilibrio di corpo e mente, oltre che una qualità della vita decisamente migliore.
Oggi propongo questa ricetta con un occhio diverso e la volontà di non voler più commettere gli errori passati, ma solo con la voglia di sperimentare.



Ingredienti:
(dosi x2 persone come secondo piatto o x1 piatto unico)

1/2 cavolfiore piccolo
1 albume da uova bio
1 pizzico di sale rosa dell'Hymalaya
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
1 pizzico di peperoncino in polvere
Origano secco q.b.
Datterini bio q.b.
Basilico fresco q.b.
1 cucchiaino di capperi sotto sale

Lavare e asciugare bene il cavolfiore. Tagliare a pezzetti e trasferire nel mixer. Frullare finemente fino ad ottenere un composto sottile ed omogeneo. Unire l'albume, il sale e frullare nuovamente.
Ungere leggermente un foglio di carta da forno con olio. Rovesciarci l'impasto e stenderlo con le mani o il dorso di un cucchiaio ottenendo una forma regolare ed uno spessore molto sottile.
Cuocere in forno caldo per 20 minuti (io ho cotto direttamente sulla pietra preriscaldata a 250°C).
Nel frattempo privare la zucca della buccia e versare nel bicchiere del frullatore insieme al concentrato di pomodoro e al peperoncino. Frullare a salsa e incorporare con una spatola l'origano.
Sfornare la base della "pizza" e spalmare con la salsa. Rimettere in forno per 5-10 minuti o fino a doratura.
Sfornare e completare la farcitura con i datterini, il basilico e i capperi ben sciacquati e strizzati. Far raffreddare e tagliare a fette.


E' importante attendere che si raffreddi perchè da calda sarà impossibile tagliarla e mangiarla a fette come una normale pizza in quanto inizierà a sfaldarsi.
Una volta, invece, completamente raffreddata, raggiungerà la consistenza perfetta!


Potrete sbizzarrirvi con le farciture di vostro gradimento. Io su metà ho aggiunto anche qualche acciughina sott'olio e ci stava davvero d'incanto!



Con questa ricetta partecipo al contest di Una Famiglia in Cucina 
"Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei”